“C'è un vecchio proverbio che dice che non puoi scegliere la tua famiglia, è il destino che decide per te e anche se non ti piace, se non la ami o se non la capisci tu ti arrangi. Poi c'è la scuola di pensiero che dice che la famiglia in cui si nasce è semplicemente un punto di partenza. La famiglia ti nutre, ti veste, si prende cura di te finché non sei pronto ad andare in giro per il mondo a cercare qualcosa di tuo.”
— Meredith Grey, 2x12.
Io mi chiedo con che coraggio una persona adulta possa rimangiarsi certe cose. Mi chiedo COME possa dire certe cose, fregarsene, e poi negare tutto. La sfacciataggine e la crudeltà di certe persone mi fanno gelare il sangue nelle vene. Mi hai fatto passare dei mesi infernali, non facevo altro che piangermi addosso e odiarmi per come mi vedevi, per quello che pensavi di me. Lo faccio ancora adesso, pensa a quanto sono idiota. Sarò scema io che ti ascolto, sarai stronza tu, non lo so. Il Destino a volte è crudele. Implacabile.
Passo i giorni a sperare che il tempo passi più in fretta possibile, non è così che una persona dovrebbe vivere. Spero che ogni volta sia 'l'ultima volta', che cambi qualcosa, che questa situazione ridicola passi. Dovrei fare quello che piace a ME, dovrei cercare di realizzarmi e invece no, non va mai bene, non è mai abbastanza. Niente è mai abbastanza. Che schifo. Il diprezzo, l'amarezza, l' impotenza che provo sono abissali. L'unica cosa in cui posso sperare è di andarmene al più presto, di avere una vita mia, ma quanti cavolo di anno ci vorranno? Troppi.
Ho così tante cosa da dire per sfogarmi che mi si fermano tutte in gola, si aggrovigliano, mi soffocano.
Sono quasi gelosa di N. o chi altro conosco che sta meditando di andare a convivere. La vedevo una cosa affrettata. Un sogno irrealizzabile.
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